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Ricerca A cura di Andrea Grignolio

Le malattie prevenibili dai vaccini

Quali sono e come si distinguono

I vaccini hanno cambiato la storia della salute pubblica, offrendo una via d’uscita a malattie che per secoli hanno causato morti, complicanze e disabilità permanenti. Per capire davvero il loro valore, bisogna guardare sia alle malattie che prevengono sia ai diversi tipi di vaccini oggi disponibili.

Molte delle malattie che i vaccini oggi tengono sotto controllo erano, fino a pochi decenni fa, tra le principali cause di morte nell’infanzia. Non sono scomparse dalla Terra: esistono ancora, circolano ancora, e tornerebbero a diffondersi se abbassassimo la guardia, ovvero: se non vi fossero i vaccini a tenerle sotto controllo.

Il morbillo, ad esempio, è una delle malattie più contagiose al mondo: un singolo caso può generare in media da 12 a 18 nuovi contagi. Quando colpisce popolazioni non vaccinate, uccide 1–2 bambini ogni 1000 casi, e può causare encefaliti (a distanza di un decennio dall’infezione) e danni permanenti.

Il tetano ha una mortalità che può superare il 30–50% nei non vaccinati. La difterite uccide tra il 5% e il 10% dei colpiti, soffocando letteralmente le vie respiratorie.

La poliomielite non è scomparsa: causa paralisi in 1 caso su 200, e nelle forme bulbare la mortalità arriva al 5–10%.

Il meningococco è ancora oggi uno dei batteri più temuti: anche con cure tempestive, porta a morte il 10–15% dei pazienti in poche ore.

Nel 1880-90, la mortalità infantile in Italia era particolarmente alta rispetto ad altri Paesi europei: quasi 4 bambini su 10 moriva entro i 5 anni (dati ISTAT), per varie cause, dalle malattie infettive al latte crudo alle condizioni igienico-sanitarie precarie.

Per quanto riguarda, in modo più specifico, le cosiddette “malattie prevenibili da vaccino”, prima dei vaccini, 1 bambino su 5 moriva prima dei 5 anni. Oggi, nelle società con elevata copertura vaccinale, questo numero è sotto l’1%.

Malattie prevenibili dai vaccini per tipologia, età e rischio

I vaccini sono nati per risolvere un problema preciso: le malattie infettive uccidono, e anche quando non sono letali possono lasciare complicanze gravi e sequele permanenti.

Di seguito, i principali gruppi di malattie prevenibili, accompagnati dal loro rischio naturale — per ricordare che ciò che abbiamo dimenticato continua a esistere.

Malattie esantematiche dell'infanzia

  • Morbillo (1–2 morti ogni 1000 casi)
  • Parotite
  • Rosolia
  • Varicella

Malattie batteriche gravi

  • Difterite (letalità 5–10%)
  • Tetano (letalità 30–50%)
  • Pertosse
  • Pneumococco
  • Meningococco (10–15% di mortalità anche con cure)

Malattie virali ad alto impatto

  • Poliomielite (1 paralisi ogni 200 casi)
  • Epatiti virali
  • Influenza stagionale (e pandemic-like viruses)
  • Rabbia e malattie tropicali (per i viaggiatori)

Malattie prevenibili in fasce specifiche

  • HPV (adolescenti)
  • Herpes zoster (anziani)
  • Infezioni respiratorie e invasive nei soggetti fragili (vaccini contro influenza, pneumococco, Virus Respiratorio Sinciziale-RSV)
  • Vaccini raccomandati in gravidanza (vaccini contro influenza, pertosse, RSV)
  • Vaccini per viaggi in aree endemiche (vaccini contro febbre gialla, epatite A, epatite B, tifo) 

Le 4 famiglie dei vaccini

Oggi i vaccini si dividono in quattro famiglie principali (Cfr. immagine). Ognuna usa una strategia diversa, ma l’obiettivo è lo stesso:
educare il sistema immunitario a riconoscere un pericolo prima che esso arrivi.

Vaccini a virus attenuato

Il patogeno è vivo, ma reso incapace di causare la malattia.
Stimolano una risposta immunitaria molto forte e duratura.

Esempi:

  • Morbillo
  • Parotite
  • Rosolia
  • Varicella
  • Febbre gialla
  • Polio orale (Sabin)

Vaccini inattivati

Il patogeno è ucciso: non può replicarsi ma conserva le caratteristiche necessarie per essere riconosciuto.

Esempi:

  • Polio inattivato (Salk)
  • Influenza
  • Epatite A
  • Pertosse inattivata

Vaccini a subunità o componenti

Non si usa il microbo intero: solo una sua parte, come una proteina o una tossina inattivata.

Esempi:

  • Tetano
  • Difterite
  • Papillomavirus (HPV)
  • Pneumococco
  • Meningococco

Vaccini basati su codice genetico

Una tecnologia recente che consegna al corpo le istruzioni per produrre una porzione del patogeno.

  • mRNA (es. vaccini pandemici a mRNA)
  • DNA
  • Vettori virali (adenovirus modificati)

Si tratta di vaccini basati su informazione genetica, una tecnologia relativamente recente che non introduce direttamente il patogeno, ma consegna all’organismo le istruzioni per produrne una porzione, attivando così la risposta immunitaria. Questo approccio utilizza diverse piattaforme, come mRNA (impiegato, ad esempio, nei vaccini contro le pandemie influenzali e contro COVID-19), DNA o vettori virali come adenovirus modificati (utilizzati per malattie infettive emergenti come Ebola o Zika), con il vantaggio di essere rapidamente producibili e facilmente adattabili a nuove varianti e a nuovi virus emergenti.

Sono rapidi da produrre e adattabili a nuove varianti e nuovi virus emergenti.

In totale, attualmente, ci sono 28 malattie prevenibili con un vaccino (escluso il Covid-19).