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Ricerca A cura di Andrea Grignolio

Vaccinazione lungo tutto l’arco della vita: bambini, adolescenti, adulti e persone fragili

Il ruolo della vaccinazione di comunità (herd immunity)

La vaccinazione non riguarda solo l’infanzia, ma accompagna ogni fase della vita. Dai primi anni fino alla gravidanza, dall’età adulta alla terza età, la prevenzione vaccinale protegge il singolo e rafforza la comunità.

I primi anni di vita sono il momento di massima vulnerabilità. Prima dei vaccini, un bambino su cinque moriva prima dell’età adulta. Oggi, grazie all’immunizzazione precoce, questo numero è crollato a meno dell’1%.

La vaccinazione di comunità è alla base della prevenzione: se la copertura vaccinale è elevata, si protegge anche chi non può vaccinarsi. La vaccinazione di comunità (herd immunity), infatti, si basa sul principio che un’elevata copertura vaccinale riduce la circolazione degli agenti infettivi, proteggendo anche i soggetti che non possono essere vaccinati per età o condizioni cliniche (protezione indiretta). Questo effetto collettivo è particolarmente cruciale nelle età pediatriche, dove neonati (che nei primi mesi di vita non possono essere vaccinati) e bambini immunocompromessi (che non possono essere vaccinati) sono più vulnerabili alle infezioni prevenibili da vaccino: si tratta infatti di due categorie che in caso di malattie infettive presentano un elevato rischio non solo di mortalità, ma anche di complicanze gravi e sequele a lungo termine. Le vaccinazioni pediatriche rappresentano quindi non solo una protezione individuale, ma uno strumento essenziale di responsabilità sanitaria collettiva.

Il calendario vaccinale nazionale, predisposto dal Ministero della Salute e approvato in sede di Conferenza Stato-Regioni, definisce le vaccinazioni offerte attivamente e gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale, stabilendo tempi e modalità di somministrazione sulla base dell’età e del rischio. L’obiettivo è garantire una protezione precoce e uniforme contro le principali malattie infettive prevenibili, riducendo complicanze, ricoveri e mortalità. Questo approccio si inserisce in una visione più ampia di prevenzione lungo tutto l’arco della vita, che accompagna la persona dall’infanzia all’età adulta.

Caso studio: il morbillo e la protezione dei lattanti attraverso l’immunità di comunità

Negli Stati Uniti, dopo l’introduzione del vaccino contro il morbillo (MMR) e il raggiungimento di una copertura vaccinale >90–95% nei bambini, l’incidenza del morbillo è diminuita di oltre il 99% rispetto all’era pre-vaccinale.
In questo contesto, si è osservata una drastica riduzione dei casi anche nei lattanti sotto l’anno di età, non ancora vaccinabili: tra il 2001 e il 2016, oltre il 70% dei casi infantili evitati è stato attribuito alla vaccinazione di comunità e non alla protezione diretta.
Al contrario, cali di copertura sotto il 90% hanno portato a focolai locali, colpendo in modo sproporzionato proprio i bambini troppo piccoli per essere vaccinati.

Dati chiave sull’immunità di comunità contro il morbillo

  • Riduzione dell’incidenza del morbillo: >99% rispetto all’era pre-vaccinale
  • Soglia di herd immunity: ~95%
  • Riduzione dei casi nei lattanti: ≈70% attribuibile a immunità di comunità (protezione indiretta).

Fonti CDC, History of Measles; Fine et al., Clinical Infectious Diseases (2011); Gastañaduy et al., Journal of Infectious Diseases (2016); Clemmons et al., MMWR (2017).

Vaccinazioni raccomandate:

  • Esavalente (vaccinazione contro difterite-poliomielite-tetano-epatite B-pertosse-Haemophilus influenzae tipo b)
  • Anti-rotavirus
  • Anti-pneumococcica
  • Anti-meningococcica B
  • Anti-meningococcica ACWY
  • Vaccinazione contro morbillo, rosolia, parotite e varicella
  • Anti-influenzale

Vaccinazioni per gli adolescenti: consolidare la memoria immunitaria

L’adolescenza è una seconda finestra critica: la memoria immunitaria formata da piccoli va rinnovata e rinforzata. È l’età in cui si costruisce la protezione che accompagnerà verso l’età adulta.

Vaccinazioni raccomandate:

  • Vaccinazione contro difterite, poliomielite, tetano, pertosse
  • Anti-HPV
  • Anti-meningococcica ACWY

Vaccinazioni per gli adulti: prevenire significa mantenere la salute attiva

Gli adulti non sono “protetti per sempre”. Alcune immunità decadono con il tempo. Le vaccinazioni da adulti tutelano lavoro, famiglia e produttività sociale.

Vaccinazioni raccomandate:

  • Influenza stagionale
  • Richiami DTPa
  • Pneumococco (soprattutto dai 50 anni o in presenza di comorbidità)

Vaccinazioni negli anziani: longevità in salute

L’invecchiamento biologico comporta una fisiologica riduzione della funzione immunitaria (immunosenescenza).
Per questo alcune infezioni diventano particolarmente gravi. I vaccini evitano complicanze gravi come polmoniti, nevralgie post-erpetiche e ospedalizzazioni.

Vaccini raccomandati:

  • influenza
  • pneumococco
  • Virus Respiratorio Sinciziale (RSV)

Vaccinazioni in gravidanza: proteggere madre e neonato

La gravidanza è uno dei momenti in cui la vaccinazione è più strategica: protegge la madre e, tramite anticorpi trasferiti, anche il neonato nei primi mesi, quando non può ancora essere vaccinato.
Il vaccino in gravidanza è uno dei più chiari esempi di prevenzione transgenerazionale.

Vaccini raccomandati in gravidanza:

  • Pertosse, generalmente associato a difterite e tetano (quindi vaccino trivalente dTpa) (tra la 27a e la 36a settimana)
  • Influenza (in qualsiasi trimestre, preferibilmente prima della stagione epidemica: ottobre-novembre)
  • Altre vaccinazioni secondo circolazione stagionale e rischio epidemiologico

Vaccinazione consigliata: Virus Respiratorio Sinciziale-RSV (tra la 24ª e 36ª settimana); esiste anche un anticorpo monoclonale somministrato direttamente al neonato.

Vaccini consigliati prima della gravidanza

In previsione di una gravidanza, nel caso in cui la donna non disponga di una documentazione vaccinale adeguata o di una sierologia positiva per le principali malattie prevenibili, è raccomandato verificare e completare lo stato immunitario prima del concepimento.

  • Morbillo, parotite e rosolia (MPR)
    Questi vaccini non devono essere somministrati durante la gravidanza perché contengono virus vivi attenuati. È quindi fondamentale essere immuni prima del concepimento, in particolare per la rosolia, che se contratta in gravidanza può causare gravi complicanze fetali.
  • Varicella
    Anche il vaccino contro la varicella non può essere somministrato in gravidanza, poiché contiene virus vivo attenuato; per questo motivo, la vaccinazione deve essere effettuata prima dell’inizio della gravidanza in assenza di immunità documentata.

Vaccinazioni per i viaggiatori: la salute non ha confini

Virus e batteri non conoscono frontiere. I viaggi internazionali possono esporre a patogeni rari in Italia. Il rischio aumenta nei viaggi non organizzati, nelle aree rurali, o durante crisi sanitarie locali. Per ulteriori approfondimenti, è possibile visitare il sito del Ministero della Salute.

Vaccini raccomandati per viaggi in aree endemiche:

  • Febbre gialla
  • Epatite A e B
  • Tifo
  • Rabbia
  • Colera
  • Vaccini regionali specifici (es. encefalite giapponese)

La vaccinazione non è un intervento limitato all’infanzia, ma un percorso continuo che accompagna l’intero arco della vita.
Adattare la prevenzione alle diverse fasi — dalla nascita alla terza età, fino alle condizioni di fragilità — significa proteggere non solo il singolo, ma l’intera comunità.

Per capire come è organizzata la vaccinazione in Italia, leggi anche: Come funziona la vaccinazione in Italia: dal PNPV al Calendario per la Vita